Negli ultimi anni, gli scanner intraorali (IOS) hanno trasformato il mondo dell’odontoiatria digitale. Uno studio condotto dalle Università di Basilea e della Pennsylvania ha esaminato i progressi tecnologici e le applicazioni cliniche di questa innovativa tecnologia, evidenziando i vantaggi e le aree di miglioramento.

Come funzionano gli scanner intraorali

Gli IOS sono dispositivi che catturano impronte ottiche intraorali, generando modelli digitali tridimensionali estremamente dettagliati. Questi strumenti offrono un’alternativa ai tradizionali metodi di rilevazione delle impronte, eliminando materiali da impronta spesso scomodi per il paziente. La parola chiave di questa evoluzione è precisione, che si traduce in una migliore qualità diagnostica e nella possibilità di integrare flussi di lavoro completamente digitali.

Innovazioni tecnologiche recenti

Gli scanner intraorali hanno compiuto notevoli passi avanti grazie all’implementazione di nuove tecnologie. Tra queste, l’eliminazione delle polveri di scansione, un incremento della velocità di acquisizione delle immagini e la capacità di catturare dettagli ad alta risoluzione. Lo studio delle Università di Basilea e della Pennsylvania ha evidenziato come questi progressi rendano gli IOS strumenti sempre più versatili, capaci di integrarsi con sistemi CAD/CAM per la progettazione e produzione di restauri dentali, oltre a trovare applicazione in ortodonzia e chirurgia orale.

Applicazioni cliniche

Gli IOS si stanno affermando in molte specialità odontoiatriche. In protesi, permettono di progettare corone e ponti con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. In ortodonzia, facilitano la creazione di aligner trasparenti e dispositivi personalizzati. Inoltre, in chirurgia orale e implantologia, sono utili per pianificare interventi complessi e per la realizzazione di guide chirurgiche.

Limiti e sfide future

Nonostante i numerosi vantaggi evidenziati in questo studio, pubblicato sul Journal of Dental Research, gli scanner intraorali presentano alcune limitazioni. La rilevazione delle impronte in arcate complete o in aree edentule risulta ancora complessa. Inoltre, l’identificazione di dettagli molto fini, come margini protesici profondi o superfici umide, può rappresentare una sfida. Il lavoro delle Università di Basilea e della Pennsylvania sottolinea anche gli sforzi in corso per espandere le capacità diagnostiche degli IOS, come la rilevazione precoce della carie o il monitoraggio dell’usura dentale che ancora sono difficili da realizzare.

Scanner intraorali, lo stato dell’arte di questa tecnologia - Ultima modifica: 2025-02-28T08:39:42+00:00 da Pierluigi Altea
Scanner intraorali, lo stato dell’arte di questa tecnologia - Ultima modifica: 2025-02-28T08:39:42+00:00 da Pierluigi Altea