Le terapie endodontiche, negli ultimi anni, hanno subìto un'evoluzione significativa grazie a nuove tecnologie e protocolli operativi sempre performanti. Tuttavia, la valutazione della difficoltà di un trattamento endodontico rimane una sfida cruciale per il clinico, un compito difficile da svolgere. Un recente studio, condotto in Cina, ha riunito un folto gruppo di esperti per definire un consenso sulla valutazione della difficoltà dei trattamenti canalari. Giungendo a elaborare delle linee guida utili per una più efficace pianificazione clinica e un miglioramento degli esiti terapeutici.
Un approccio sistematico alla valutazione
Lo studio evidenzia l'importanza di una valutazione pre-trattamento basata su tre fattori principali. Il primo riguarda la condizioni del paziente e comprende anamnesi medica, presenza di patologie sistemiche, compliance e risposta al dolore. Il secondo fattore comprende le caratteristiche del dente, come la posizione nell'arcata, l'anatomia radicolare e la presenza di calcificazioni o riassorbimenti, elementi che vanno tenuti in debito conto. Infine, con la valutazione della complessità del sistema canalare, il clinico prende in considerazione: numero di canali, curvature radicolari, presenza di lesioni periapicali e difficoltà nell'accesso. Questi criteri permettono di stratificare i casi in livelli di difficoltà crescente, consentendo al clinico di adottare strategie mirate e di valutare, se necessario, l'invio a uno specialista.
L'importanza della pianificazione e delle tecnologie avanzate
Uno degli aspetti chiave emersi dallo studio è l'importanza della pianificazione pre-operatoria. In alcuni casi, l'impiego di strumenti diagnostici avanzati, come la CBCT, consente di ottenere una visione tridimensionale dell'anatomia canalare, riducendo il rischio di complicanze. Inoltre, l'utilizzo di strumenti rotanti in nichel-titanio e sistemi di ingrandimento (microscopio operatorio, lenti ingrandenti) migliora la precisione dell'intervento.
Benefici per il clinico e per il paziente
Seguire un protocollo di valutazione strutturato consente dunque di ottimizzare la gestione dei casi complessi; ridurre il rischio di insuccessi e complicanze intraoperatorie; migliorare la comunicazione con il paziente, fornendo una previsione più accurata sugli esiti del trattamento. Proprio come suggerisce lo studio in questione, pubblicato sull'International Journal of Oral Science.
L'opinione degli esperti conta sempre
L'approccio basato su un consenso esperto rappresenta dunque un valido supporto per i professionisti dell’endodonzia, perché li aiuta a prendere decisioni più informate e a migliorare i risultati clinici. D'altro canto, la continua evoluzione delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche permetterà di affinare ulteriormente questi criteri, garantendo una sempre maggiore predicibilità nelle terapie canalari.